martedì 23 maggio 2017

La giuria

C'e' un bellissimo film con questo titolo che e' tratto da un ancor piu' bel libro di John Grishnam: Parla di un processo contro le compagnie del tabacco iniziato dalla vedova di un uomo che muore  di cancro ai polmoni, contratto fumando sigarette. Nel libro si scontrano durante il processo i giganti del tabacco contro una vedova (nel film si parla della lobby delle armi, ma il concetto e' lo stesso).




Mi ha sempre stupito vedere come la giustizia negli Stati Uniti venga gestita in base sia  ai precedenti giudizi, ma soprattutto sulla base di una decisione che una giuria popolare prende: sono persone qualunque, scelte a caso tra i cittadini, a cui viene chiesto di decidere se un imputato e' colpevole o innocente sulla base di quanto sentono durante il processo.

Qualche settimana fa e' stata recapitata a casa nostra la famosa cartolina per il "Jury Duty": la richiesta di presentarsi in un dato giorno presso il tribunale di una determinata cittadina del Massachusetts, per essere eventualmente selezionati a far parte della giuria di un processo.

Un rifiuto senza una giusta causa non e' accettabile e multe esorbitanti sono previste in caso di assenza non giustificata. I processi durano al massimo da uno a tre giorni, e  il datore di lavoro e' tenuto apagarti fino a tre giorni di assenza per questo motivo e, se per caso il processo si dilunga (cosa molto rara), sara' lo stato a pagare una cifra prestabilita.


 Le giustificazioni per rifiutarsi di non andare sono veramente poche
  • Non avere la cittadinanza americana
  • Avere meno di 18 anni
  • Non risiedere nello stato per piu' del 50%
  • Non parlare e comprendere l'inglese in maniera sufficiente da poter partecipare la processo
Ovviamente, mancando a noi il primo requisito non possiamo raccontarvi altro.